Chi ha inventato i tergicristalli. Storia, non ordinaria, di un’intuizione

Mary Anderson, la donna che ha inventato i tergicristalli

Chi ha inventato i tergicristalli, ha avuto l’intuizione che ha cambiato il mondo dell’auto in termini di sicurezza. I tergicristalli sono uno strumento fondamentale per la guida, specie in caso di intemperie. Immagina di guidare senza; forse meglio non immaginarlo perchè in caso di pioggia è pericolosissimo.

Ma c’è stata un’epoca in cui le macchine circolavano senza questo dispositivo e ciò ha creato non pochi disagi. 

Chi ha inventato i tergicristalli, e in che epoca?

Ecco la storia, ancora una volta, di una donna protagonista nell’evoluzione dell’automobile. Ti ricordi anche di Bertha Benz, colei che ha contribuito all’invenzione dell’auto?  abbiamo raccontato anche la sua storia sul nostro blog.

Tutto accade nel 1903 quando l’americana miss Mary Anderson, in trasferta dall’Alabama a New York sviluppa l’idea dei tergicristalli.

Mary ha necessità di spostarsi spesso per lavoro ma, non avendo la patente, si affida ai comodi Taxi della crescente metropoli. Presto scopre i disagi, e i pericoli, della guida nel traffico, benché da spettatrice: in caso di pioggia o neve, le macchine si ritrovano bloccate a causa della scarsa visibilità, con il conseguente aumento delle tariffe nei trasporti. Chi è abituato ad usare il taxi, anche oggi, sa di cosa stiamo parlando. 

Da attenta osservatrice, Mary Anderson studia le difficoltà e i rimedi al momento adottati per capire come poter risolvere il problema della visibilità. Si narra che una delle ispirazioni provenga dalla vista di un tram che viaggiava con finestrini abbassati per permettere all’autista di pulire i vetri dalla neve. Da qui la riflessione su come sostituire quel lavoro complesso, e dalla dubbia efficacia, con uno strumento meccanico.

L’invenzione che oggi conosciamo come tergicristalli 

Dopo attente riflessioni, Mary Anderson giunge alla conclusione che per risolvere il problema sia necessario installare un braccio meccanico con una spugna in grado di pulire il vetro. Una scoperta semplice, efficace ma prematura. Miss Anderson infatti attende fino al 1916 per poter depositare questi progetto all’ufficio brevetti e non senza difficoltà. 

L’invenzione presentata da una donna è vista inizialmente con diffidenza e scherno da molti tecnici, che non accettano di buon grado l’inserimento di un elemento esterno all’abitacolo. La prima versione proposta da Mary Anderson prevede inoltre la possibilità di essere rimossa in caso di bel tempo, forse un tentativo di andare incontro ai critici dell’estetica, chissà.

Alla fine, dopo tanta fatica, il tergicristallo entra ufficialmente come dotazione nel mercato automobilistico per fare la strada che conosciamo oggi e se pensiamo all’oggi capiamo che è impossibile fare senza, tanto che, oltre ad essere un componente obbligatorio dell’auto, le case automobilistiche studiano sistemi sempre più ingegnosi e ultra tecnologici per renderlo, o meglio renderli (anteriore e posteriore di base per poi aumentare di numero sui modelli di fascia alta) sempre più efficienti, e costosi.

Ancora una donna dunque ci ha fatto fare un salto in avanti nel mondo dell’auto. Grazie miss Mary Anderson. 

Chi ha inventato i Mary Anderson, la donna che ha inventato i tergicristalli

aquilaenergie.it/blog/come-cambiare-il-liquido-dei-tergicristalli-dellauto/">tergicristalli, ha avuto l’intuizione che ha cambiato il mondo dell’auto in termini di sicurezza. I tergicristalli sono uno strumento fondamentale per la guida, specie in caso di intemperie. Immagina di guidare senza; forse meglio non immaginarlo perchè in caso di pioggia è pericolosissimo.

Ma c’è stata un’epoca in cui le macchine circolavano senza questo dispositivo e ciò ha creato non pochi disagi. 

Chi ha inventato i tergicristalli, e in che epoca?

Ecco la storia, ancora una volta, di una donna protagonista nell’evoluzione dell’automobile. Ti ricordi anche di Bertha Benz, colei che ha contribuito all’invenzione dell’auto?  abbiamo raccontato anche la sua storia sul nostro blog.

Tutto accade nel 1903 quando l’americana miss Mary Anderson, in trasferta dall’Alabama a New York sviluppa l’idea dei tergicristalli.

Mary ha necessità di spostarsi spesso per lavoro ma, non avendo la patente, si affida ai comodi Taxi della crescente metropoli. Presto scopre i disagi, e i pericoli, della guida nel traffico, benché da spettatrice: in caso di pioggia o neve, le macchine si ritrovano bloccate a causa della scarsa visibilità, con il conseguente aumento delle tariffe nei trasporti. Chi è abituato ad usare il taxi, anche oggi, sa di cosa stiamo parlando. 

Da attenta osservatrice, Mary Anderson studia le difficoltà e i rimedi al momento adottati per capire come poter risolvere il problema della visibilità. Si narra che una delle ispirazioni provenga dalla vista di un tram che viaggiava con finestrini abbassati per permettere all’autista di pulire i vetri dalla neve. Da qui la riflessione su come sostituire quel lavoro complesso, e dalla dubbia efficacia, con uno strumento meccanico.

L’invenzione che oggi conosciamo come tergicristalli 

Dopo attente riflessioni, Mary Anderson giunge alla conclusione che per risolvere il problema sia necessario installare un braccio meccanico con una spugna in grado di pulire il vetro. Una scoperta semplice, efficace ma prematura. Miss Anderson infatti attende fino al 1916 per poter depositare questi progetto all’ufficio brevetti e non senza difficoltà. 

L’invenzione presentata da una donna è vista inizialmente con diffidenza e scherno da molti tecnici, che non accettano di buon grado l’inserimento di un elemento esterno all’abitacolo. La prima versione proposta da Mary Anderson prevede inoltre la possibilità di essere rimossa in caso di bel tempo, forse un tentativo di andare incontro ai critici dell’estetica, chissà.

Alla fine, dopo tanta fatica, il tergicristallo entra ufficialmente come dotazione nel mercato automobilistico per fare la strada che conosciamo oggi e se pensiamo all’oggi capiamo che è impossibile fare senza, tanto che, oltre ad essere un componente obbligatorio dell’auto, le case automobilistiche studiano sistemi sempre più ingegnosi e ultra tecnologici per renderlo, o meglio renderli (anteriore e posteriore di base per poi aumentare di numero sui modelli di fascia alta) sempre più efficienti, e costosi.

Ancora una donna dunque ci ha fatto fare un salto in avanti nel mondo dell’auto. Grazie miss Mary Anderson. 

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