Certificato di proprietà digitale: ecco come funziona

Certificato di proprietà digitale: ecco come funziona

Dal 2015 è entrato in vigore il nuovo certificato di proprietà digitale, il primo passo verso una possibile e completa digitalizzazione del PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), l’ente che da sempre ha rilasciato questo tipo di documento.

Dal momento che, con l’introduzione delle versione digitale, sono molte le cose cambiate, cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento spiegando prima di tutto cos’è, di preciso, il certificato di proprietà digitale, quali vantaggi ha e qual è la nuova procedura per richiederlo.

Certificato di proprietà digitale: cos’è

Il certificato di proprietà digitale (abbreviato in CDPD) non è altro che la versione 2.0 del vecchio certificato di proprietà che gli automobilisti erano soliti ricevere al momento dell’acquisto della vettura in modalità cartacea.

Tale documento altro non fa che certificare lo stato giuridico della vettura. Le informazioni contenute all’interno del documento (ovvero i dati dell’intestazione, della macchina e di eventuali ipoteche sulla stessa), infatti, sono le stesse di quello vecchio, solo che il proprietario, invece di ricevere il classico attestato, ottiene al suo posto una ricevuta dell’avvenuta iscrizione al Registro, al cui interno è riportato il codice di accesso necessario a consultare il documento online.

Si tratta di un cambiamento epocale per la Pubblica Amministrazione italiana (il primo di molti, si spera) che ha interessato ben oltre 40 milioni di italiani amanti delle due e quattro ruote.

Certificato di proprietà digitale: i vantaggi

I vantaggi principali di questa evoluzione, per i possessori di un mezzo a motore (nuovo o usato che sia), sono 3:

  • aumenta la sicurezza della proprietà da frodi o furti
  • azzera il pericolo di smarrimento
  • solleva gli automobilisti dall’incombenza di custodirne l’originale fisico

Non solo infatti, il proprietario di un veicolo ha un documento in meno, tra i tanti, a cui dover badare, ma non gli capiterà più nemmeno di perderlo, cosa che prima, quando il certificato era cartaceo, accadeva spesso e, per ottenerne una copia, l’automobilista doveva anche pagare un tanto al PRA.

Certificato di proprietà digitale: come richiederlo

Come già accennato, il certificato di proprietà digitale è consultabile soltanto online e attraverso il codice identificativo (ID CDPD) che viene fornito, con tanto di QR code, al momento dell’acquisto della vettura, insieme alla ricevuta di avvenuta iscrizione al PRA. Per riuscire a visionarlo online esistono 2 diverse modalità:

  • sul sito dell’Aci, cliccando sulla sezione denominata “consulta il codice di proprietà digitale” e inserendo il codice identificativo
  • con l’aiuto di uno smartphone, inquadrando il QR presente nella ricevuta

Inoltre, è bene ricordare che, nel caso avvenissero modifiche alla proprietà della vettura, queste verranno immediatamente riportate sul Certificato. Nel caso di visure, invece, il processo resta a pagamento e può essere richiesti sia agli uffici ACI che a quelli del PRA.

Certificato di proprietà digitale: cosa fare in caso di smarrimento del codice

Il certificato di proprietà digitale semplifica non di poco la vita degli automobilisti italiani, ma può sempre capitare che venga smarrita la ricevuta riportante il codice identificativo della vettura. In questo caso non c’è da allarmarsi, basta invece presentarsi ad un qualunque STA (Sportello Telematico dell’Automobilista), presente in tutte le unità territoriali dell’Aci così come negli uffici provinciali della Motorizzazione Civile, e farsi stampare una nuova copia della ricevuta.

Dal 2015 è entrato in vigore il nuovo certificato di proprietà digitale, il primo passo verso una possibile e completa digitalizzazione del PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), l’ente che da sempre ha rilasciato questo tipo di documento.

Dal momento che, con l’introduzione delle versione digitale, sono molte le cose cambiate, cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento spiegando prima di tutto cos’è, di preciso, il certificato di proprietà digitale, quali vantaggi ha e qual è la nuova procedura per richiederlo.

Certificato di proprietà digitale: cos’è

Il certificato di proprietà digitale (abbreviato in CDPD) non è altro che la versione 2.0 del vecchio certificato di proprietà che gli automobilisti erano soliti ricevere al momento dell’acquisto della vettura in modalità cartacea.

Tale documento altro non fa che certificare lo stato giuridico della vettura. Le informazioni contenute all’interno del documento (ovvero i dati dell’intestazione, della macchina e di eventuali ipoteche sulla stessa), infatti, sono le stesse di quello vecchio, solo che il proprietario, invece di ricevere il classico attestato, ottiene al suo posto una ricevuta dell’avvenuta iscrizione al Registro, al cui interno è riportato il codice di accesso necessario a consultare il documento online.

Si tratta di un cambiamento epocale per la Pubblica Amministrazione italiana (il primo di molti, si spera) che ha interessato ben oltre 40 milioni di italiani amanti delle due e quattro ruote.

Certificato di proprietà digitale: i vantaggi

I vantaggi principali di questa evoluzione, per i possessori di un mezzo a motore (nuovo o usato che sia), sono 3:

  • aumenta la sicurezza della proprietà da frodi o furti
  • azzera il pericolo di smarrimento
  • solleva gli automobilisti dall’incombenza di custodirne l’originale fisico

Non solo infatti, il proprietario di un veicolo ha un documento in meno, tra i tanti, a cui dover badare, ma non gli capiterà più nemmeno di perderlo, cosa che prima, quando il certificato era cartaceo, accadeva spesso e, per ottenerne una copia, l’automobilista doveva anche pagare un tanto al PRA.

Certificato di proprietà digitale: come richiederlo

Come già accennato, il certificato di proprietà digitale è consultabile soltanto online e attraverso il codice identificativo (ID CDPD) che viene fornito, con tanto di QR code, al momento dell’acquisto della vettura, insieme alla ricevuta di avvenuta iscrizione al PRA. Per riuscire a visionarlo online esistono 2 diverse modalità:

  • sul sito dell’Aci, cliccando sulla sezione denominata “consulta il codice di proprietà digitale” e inserendo il codice identificativo
  • con l’aiuto di uno smartphone, inquadrando il QR presente nella ricevuta

Inoltre, è bene ricordare che, nel caso avvenissero modifiche alla proprietà della vettura, queste verranno immediatamente riportate sul Certificato. Nel caso di visure, invece, il processo resta a pagamento e può essere richiesti sia agli uffici ACI che a quelli del PRA.

Certificato di proprietà digitale: cosa fare in caso di smarrimento del codice

Il certificato di proprietà digitale semplifica non di poco la vita degli automobilisti italiani, ma può sempre capitare che venga smarrita la ricevuta riportante il codice identificativo della vettura. In questo caso non c’è da allarmarsi, basta invece presentarsi ad un qualunque STA (Sportello Telematico dell’Automobilista), presente in tutte le unità territoriali dell’Aci così come negli uffici provinciali della Motorizzazione Civile, e farsi stampare una nuova copia della ricevuta.

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