Quanti anni deve avere un’auto per essere d’epoca?

quando un auto diventa d'epoca

La passione per l’automobilismo è tra le più suggestive e sempre più persone amano manutenere la propria vettura per tantissimi anni per poterla sfoggiare nelle occasioni speciali. Sebbene alcuni modelli troppo datati possano riscontrare dei problemi meccanici, un’infinità di veicoli sono ancora perfettamente integri e consentono di poterli utilizzare con grande felicità.

Lo scorrere del tempo però definisce anche quelli che sono i limiti tecnologici: le automobili con qualche anno sulle spalle hanno delle limitazioni nella circolazione dovuta a un’alimentazione ormai troppo inquinante. Non tutti sanno però che le vetture, raggiunto un determinato anno di vita, diventano auto d’epoca e possono beneficiare di alcune agevolazioni.

Auto d’epoca: agevolazioni e vantaggi

Per quanto le limitazioni nella circolazione su strada possano sembrare vincolanti, i possessori di un’auto d’epoca possono beneficiare di alcune agevolazioni, la più importante delle quali riguarda l’esenzione dal bollo (o tassa di proprietà) che rappresenta un’imposta che deve essere versata da coloro che sono muniti di una vettura. Chi è in possesso di un’auto d’epoca può usufruire di una totale esenzione del bollo auto oppure di una riduzione significativa dell’importo totale.

Inoltre, tutte le auto d’epoca che hanno un’età tra i 20-29 anni possono usufruire di una riduzione del bollo del 50%: per ottenere tale agevolazione è opportuno che il veicolo sia munito di certificato di rilevanza storica e collezionistica e dei registri di marca, rilasciati dall’ASI.

Le vetture con un’età ultratrentennale sono completamente esenti dal bollo auto, ma necessitano di versare una tassa di circolazione che ammonta a circa 28€-30€: tale importo deve essere corrisposto solo nel caso in cui il veicolo venga effettivamente utilizzato in strada. 

Una vettura d’epoca viene agevolata anche sul piano assicurativo: è soggetta a una classe di merito fissa, abbandonando il tradizionale contratto con bonus-malus.

Manutenzione

Affinché la propria automobile possa diventare d’epoca – cioè raggiungere e superare i trent’anni di vita – è indispensabile prendersene cura: proprio per questo moltissimi automobilisti parcheggiano la loro vettura in garage senza utilizzarla, aspettando che questa raggiunga l’anno di riferimento per diventare d’epoca.

Sebbene possa sembrare un comportamento normale, in realtà tale condizione è particolarmente dannosa per l’automobile: ogni vettura, sia moderna che storica, necessita di una manutenzione costante. I costi di gestione non sono sicuramente proibitivi dal momento che basta manutenere gli elementi più importanti e provvedere a svuotare il serbatoio del carburante per non indurre a rottura il carburatore e le altre parti meccaniche.

Oltre alla componentistica del motore è opportuno occuparsi della manutenzione anche degli interni, premurandosi di eliminare la polvere, al fine di ridurre al minimo le ossidazioni.

Il valore collezionistico di queste automobili in molti casi dipende dai particolari, riuscire a mantenere un ottimo stato di conservazione è fondamentale per preservarne il valore di mercato.

Quando possono circolare le auto d’epoca

Uno degli aspetti più importanti di un’auto d’epoca è sicuramente la sua manutenzione e i controlli periodici alle parti meccaniche e a quelle statiche che rendono la macchina idonea alla circolazione su strada o meno. La Legge stabilisce che questa tipologia di mezzo di trasporto debba attenersi alle regole tradizionali di circolazione della categoria, limitandole di fatto agli eventi autorizzati.

I vincoli non sono identificabili solo nell’autorizzazione da parte degli Enti preposti, ma è opportuno non allontanarsi dalla località in cui la manifestazione si svolge.

I proprietari dei veicoli d’epoca devono munirsi di un’autorizzazione rilasciata dall’ufficio di riferimento della Direzione generale della M.C.T.C., previa non solo il blocco dell’auto, ma anche conseguenze amministrative.

Gli Enti preposti, dopo una verifica della richiesta inoltrata, rilasceranno il foglio di via e una targa provvisoria. Il foglio di via certifica la validità nel poter circolare su strada, definendo i confini del percorso da seguire, riportando velocità massima consentita e precauzioni da applicare per uno spostamento sicuro.

Valore di vendita di un’auto d’epoca

Il costo di una vettura tradizionale è vincolato principalmente ai chilometri percorsi, alle condizioni del veicolo e soprattutto all’anno di fabbricazione. Per quanto questo sistema abbia regolato da sempre il mercato, non può essere applicato nel caso delle auto d’epoca. 

Infatti, sebbene il prezzo di una vettura di questa tipologia sia sempre vincolato alla sua età e alle condizioni, viene completamente a mancare l’elemento di chilometri percorsi: come è facile dedurre, avendo un parametro così importante in meno, è possibile incrementare in modo significativo il valore di vendita dell’auto d’epoca.

Negli ultimi anni sempre più automobilisti effettuano una manutenzione regolare e scrupolosa della propria vettura per aumentarne il costo sul mercato, una condizione che ha dato vita a un vero e proprio business parallelo a quello delle automobili tradizionali.

Infatti, se da un punto di vista prettamente economico un’auto d’epoca può essere un investimento particolarmente interessante, gli appassionati di questo settore amano collezionare le vetture che hanno costruito la storia.

Inoltre, non bisogna dimenticare che tra gli elementi che possono aumentare il valore di un’auto d’epoca c’è la regolare iscrizione al registro delle auto storiche: questo permette non solo di preservare il valore storico e culturale del proprio mezzo, ma anche di godere di numerosi vantaggi. Per ottenere l’iscrizione, il veicolo deve rispettare specifici criteri di anzianità (di solito almeno 30 anni dalla data di costruzione) e mantenere caratteristiche originali conforme alle specifiche di fabbrica. 

La procedura di iscrizione prevede un’accurata verifica da parte di un ente autorizzato che certificherà l’autenticità del veicolo e la sua conformità agli standard originali. Una volta iscritto, il veicolo può accedere a tariffe assicurative ridotte, esenzioni dal pagamento del bollo e limitazioni alla circolazione durante i periodi di inquinamento acuto. Inoltre, partecipare a raduni e eventi dedicati alle auto storiche diventa un’esperienza ancora più arricchente, condividendo la passione con una comunità di appassionati e collezionisti.

Spesso, invece, si dimentica quanto sia importante valorizzare l’evoluzione della tecnologia nell’ambito automobilistico: tantissimi automobilisti beneficiano di una collezione invidiabile che supera i semplici confini economici, per far spazio alla cultura e alla bellezza.

Differenza tra auto d’epoca e storiche

Il termine auto d’epoca rimanda a tutti quei veicoli che hanno raggiunto un valore collezionistico e che devono avere un’età minima di trent’anni. In Italia bisogna aspettare 30 anni prima che la propria vettura diventi d’epoca, sebbene il periodo non sia uniforme in tutti i paesi d’Europa. 

Non bisogna confondere comunque le auto d’epoca con quelle storiche, sebbene i due termini vengano utilizzati spesso come sinonimi, in realtà rappresentano due tipologie diverse di status quo. Le principali differenze riguardano soprattutto i limiti alla circolazione: le auto storiche possono circolare normalmente in città, mentre le auto d’epoca possono farlo solo in specifiche casistiche.

Esaminando l’articolo 60 del Codice della Strada si evince che le auto d’epoca non hanno i requisiti minimi per circolare liberamente in strada, mentre quelle storiche sì: come è facile dedurre, tale condizione è data non solo dalle emissioni di CO2 nell’ambiente, ma anche dalle caratteristiche legate alla sicurezza stradale.

Una vettura storica può, quindi, considerarsi un mezzo di trasporto ancora utilizzabile nella quotidianità, mentre una vettura d’epoca ha lo scopo di essere un mezzo di trasporto atto all’esposizione e alla conservazione.

Inoltre, le differenze tra auto d’epoca e storiche riguardano anche la parte burocratica: le prime vengono cancellate dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico), aggiungendosi di fatto all’elenco presso il Centro storico della Direzione generale della Motorizzazione civile. Questo processo costringe i possessori di un’auto d’epoca a circolare con questo veicolo solo con un’autorizzazione ufficiale.

Un’auto d’epoca viene considerata tale quando raggiunge i trent’anni dall’anno di fabbricazione. La loro circolazione in città è vincolata da autorizzazioni ben definite che ne determinano spazio e modalità di spostamento. Le tante agevolazioni sono sicuramente una buona motivazione per possedere un’auto d’epoca, ma è nel suo valore di mercato e nella collezionabilità che si può ritrovare la massima espressione.

La passione per l’automobilismo è tra le più suggestive e sempre più persone amano manutenere la propria vettura per tantissimi anni per poterla sfoggiare nelle occasioni speciali. Sebbene alcuni modelli troppo datati possano riscontrare dei problemi meccanici, un’infinità di veicoli sono ancora perfettamente integri e consentono di poterli utilizzare con grande felicità.

Lo scorrere del tempo però definisce anche quelli che sono i limiti tecnologici: le automobili con qualche anno sulle spalle hanno delle limitazioni nella circolazione dovuta a un’alimentazione ormai troppo inquinante. Non tutti sanno però che le vetture, raggiunto un determinato anno di vita, diventano auto d’epoca e possono beneficiare di alcune agevolazioni.

Auto d’epoca: agevolazioni e vantaggi

Per quanto le limitazioni nella circolazione su strada possano sembrare vincolanti, i possessori di un’auto d’epoca possono beneficiare di alcune agevolazioni, la più importante delle quali riguarda l’esenzione dal bollo (o tassa di proprietà) che rappresenta un’imposta che deve essere versata da coloro che sono muniti di una vettura. Chi è in possesso di un’auto d’epoca può usufruire di una totale esenzione del bollo auto oppure di una riduzione significativa dell’importo totale.

Inoltre, tutte le auto d’epoca che hanno un’età tra i 20-29 anni possono usufruire di una riduzione del bollo del 50%: per ottenere tale agevolazione è opportuno che il veicolo sia munito di certificato di rilevanza storica e collezionistica e dei registri di marca, rilasciati dall’ASI.

Le vetture con un’età ultratrentennale sono completamente esenti dal bollo auto, ma necessitano di versare una tassa di circolazione che ammonta a circa 28€-30€: tale importo deve essere corrisposto solo nel caso in cui il veicolo venga effettivamente utilizzato in strada. 

Una vettura d’epoca viene agevolata anche sul piano assicurativo: è soggetta a una classe di merito fissa, abbandonando il tradizionale contratto con bonus-malus.

Manutenzione

Affinché la propria automobile possa diventare d’epoca – cioè raggiungere e superare i trent’anni di vita – è indispensabile prendersene cura: proprio per questo moltissimi automobilisti parcheggiano la loro vettura in garage senza utilizzarla, aspettando che questa raggiunga l’anno di riferimento per diventare d’epoca.

Sebbene possa sembrare un comportamento normale, in realtà tale condizione è particolarmente dannosa per l’automobile: ogni vettura, sia moderna che storica, necessita di una manutenzione costante. I costi di gestione non sono sicuramente proibitivi dal momento che basta manutenere gli elementi più importanti e provvedere a svuotare il serbatoio del carburante per non indurre a rottura il carburatore e le altre parti meccaniche.

Oltre alla componentistica del motore è opportuno occuparsi della manutenzione anche degli interni, premurandosi di eliminare la polvere, al fine di ridurre al minimo le ossidazioni.

Il valore collezionistico di queste automobili in molti casi dipende dai particolari, riuscire a mantenere un ottimo stato di conservazione è fondamentale per preservarne il valore di mercato.

Quando possono circolare le auto d’epoca

Uno degli aspetti più importanti di un’auto d’epoca è sicuramente la sua manutenzione e i controlli periodici alle parti meccaniche e a quelle statiche che rendono la macchina idonea alla circolazione su strada o meno. La Legge stabilisce che questa tipologia di mezzo di trasporto debba attenersi alle regole tradizionali di circolazione della categoria, limitandole di fatto agli eventi autorizzati.

I vincoli non sono identificabili solo nell’autorizzazione da parte degli Enti preposti, ma è opportuno non allontanarsi dalla località in cui la manifestazione si svolge.

I proprietari dei veicoli d’epoca devono munirsi di un’autorizzazione rilasciata dall’ufficio di riferimento della Direzione generale della M.C.T.C., previa non solo il blocco dell’auto, ma anche conseguenze amministrative.

Gli Enti preposti, dopo una verifica della richiesta inoltrata, rilasceranno il foglio di via e una targa provvisoria. Il foglio di via certifica la validità nel poter circolare su strada, definendo i confini del percorso da seguire, riportando velocità massima consentita e precauzioni da applicare per uno spostamento sicuro.

Valore di vendita di un’auto d’epoca

Il costo di una vettura tradizionale è vincolato principalmente ai chilometri percorsi, alle condizioni del veicolo e soprattutto all’anno di fabbricazione. Per quanto questo sistema abbia regolato da sempre il mercato, non può essere applicato nel caso delle auto d’epoca. 

Infatti, sebbene il prezzo di una vettura di questa tipologia sia sempre vincolato alla sua età e alle condizioni, viene completamente a mancare l’elemento di chilometri percorsi: come è facile dedurre, avendo un parametro così importante in meno, è possibile incrementare in modo significativo il valore di vendita dell’auto d’epoca.

Negli ultimi anni sempre più automobilisti effettuano una manutenzione regolare e scrupolosa della propria vettura per aumentarne il costo sul mercato, una condizione che ha dato vita a un vero e proprio business parallelo a quello delle automobili tradizionali.

Infatti, se da un punto di vista prettamente economico un’auto d’epoca può essere un investimento particolarmente interessante, gli appassionati di questo settore amano collezionare le vetture che hanno costruito la storia.

Inoltre, non bisogna dimenticare che tra gli elementi che possono aumentare il valore di un’auto d’epoca c’è la regolare iscrizione al registro delle auto storiche: questo permette non solo di preservare il valore storico e culturale del proprio mezzo, ma anche di godere di numerosi vantaggi. Per ottenere l’iscrizione, il veicolo deve rispettare specifici criteri di anzianità (di solito almeno 30 anni dalla data di costruzione) e mantenere caratteristiche originali conforme alle specifiche di fabbrica. 

La procedura di iscrizione prevede un’accurata verifica da parte di un ente autorizzato che certificherà l’autenticità del veicolo e la sua conformità agli standard originali. Una volta iscritto, il veicolo può accedere a tariffe assicurative ridotte, esenzioni dal pagamento del bollo e limitazioni alla circolazione durante i periodi di inquinamento acuto. Inoltre, partecipare a raduni e eventi dedicati alle auto storiche diventa un’esperienza ancora più arricchente, condividendo la passione con una comunità di appassionati e collezionisti.

Spesso, invece, si dimentica quanto sia importante valorizzare l’evoluzione della tecnologia nell’ambito automobilistico: tantissimi automobilisti beneficiano di una collezione invidiabile che supera i semplici confini economici, per far spazio alla cultura e alla bellezza.

Differenza tra auto d’epoca e storiche

Il termine auto d’epoca rimanda a tutti quei veicoli che hanno raggiunto un valore collezionistico e che devono avere un’età minima di trent’anni. In Italia bisogna aspettare 30 anni prima che la propria vettura diventi d’epoca, sebbene il periodo non sia uniforme in tutti i paesi d’Europa. 

Non bisogna confondere comunque le auto d’epoca con quelle storiche, sebbene i due termini vengano utilizzati spesso come sinonimi, in realtà rappresentano due tipologie diverse di status quo. Le principali differenze riguardano soprattutto i limiti alla circolazione: le auto storiche possono circolare normalmente in città, mentre le auto d’epoca possono farlo solo in specifiche casistiche.

Esaminando l’articolo 60 del Codice della Strada si evince che le auto d’epoca non hanno i requisiti minimi per circolare liberamente in strada, mentre quelle storiche sì: come è facile dedurre, tale condizione è data non solo dalle emissioni di CO2 nell’ambiente, ma anche dalle caratteristiche legate alla sicurezza stradale.

Una vettura storica può, quindi, considerarsi un mezzo di trasporto ancora utilizzabile nella quotidianità, mentre una vettura d’epoca ha lo scopo di essere un mezzo di trasporto atto all’esposizione e alla conservazione.

Inoltre, le differenze tra auto d’epoca e storiche riguardano anche la parte burocratica: le prime vengono cancellate dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico), aggiungendosi di fatto all’elenco presso il Centro storico della Direzione generale della Motorizzazione civile. Questo processo costringe i possessori di un’auto d’epoca a circolare con questo veicolo solo con un’autorizzazione ufficiale.

Un’auto d’epoca viene considerata tale quando raggiunge i trent’anni dall’anno di fabbricazione. La loro circolazione in città è vincolata da autorizzazioni ben definite che ne determinano spazio e modalità di spostamento. Le tante agevolazioni sono sicuramente una buona motivazione per possedere un’auto d’epoca, ma è nel suo valore di mercato e nella collezionabilità che si può ritrovare la massima espressione.

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