La scelta tra diesel o benzina diventa sempre più rilevante per gli automobilisti attenti ai costi: le oscillazioni del prezzo del carburante sono determinate da fattori complessi e interconnessi tra loro, rendendo importante un’analisi aggiornata della situazione attuale nel nostro Paese.
Secondo le più recenti rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornate a maggio 2025, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service si attesta intorno a 1,705 euro al litro, mentre quello del diesel è di circa 1,589 euro al litro. Per quanto riguarda la modalità servito, i prezzi salgono a circa 1,848 euro al litro per la benzina e 1,743 euro al litro per il diesel. Questi dati rivelano un leggero calo rispetto ai mesi precedenti, nonostante il secondo rialzo consecutivo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

Una caratteristica distintiva del mercato dei carburanti in Italia è la marcata differenza di prezzo tra le diverse regioni: il divario è determinato da vari fattori, tra cui la logistica, le tasse regionali e le dinamiche di mercato locali.
Attualmente, il Nord Italia registra i prezzi più bassi, con punte minime sotto 1,68 euro al litro per la benzina in alcune stazioni di servizio della Lombardia. Al contrario, il Sud e le isole continuano a mostrare valori più elevati, in parte a causa delle maggiori difficoltà logistiche nel trasporto del carburante.
Secondo l’Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in Trentino-Alto Adige il prezzo medio della benzina self-service raggiunge 1,731 euro al litro, significativamente più alto rispetto ad altre regioni (come ad esempio in Toscana dove la benzina ha un prezzo medio di 1,697)
Il calcolo del prezzo medio mensile dei carburanti segue una metodologia precisa, basata su un sistema di medie ponderate. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pubblica settimanalmente i prezzi rilevati, ma è importante comprendere che ogni rilevazione, diffusa il martedì, si riferisce ai prezzi validi dal lunedì alla domenica della settimana precedente.
Per ottenere il prezzo medio mensile, si applica una media ponderata: il prezzo di ciascuna settimana viene moltiplicato per il numero di giorni in cui quel prezzo è valido all’interno del mese di riferimento. La somma di questi valori viene poi divisa per il numero totale dei giorni del mese, arrotondando il risultato alla seconda cifra decimale.
Ad esempio, se nel corso di un mese di 31 giorni si registrano sei diverse rilevazioni di prezzo, ciascuna valida per un certo numero di giorni, il calcolo terrà conto proporzionalmente di ogni periodo. Anche i valori medi di accisa e IVA vengono calcolati con lo stesso principio di ponderazione basato sul numero di giorni, mentre il prezzo netto viene sempre ricavato per differenza dal prezzo finale. Questa metodologia garantisce che il dato mensile rifletta accuratamente l’andamento reale dei prezzi durante tutto il periodo considerato.
Sapere come fare la benzina in self service correttamente può inoltre garantire un risparmio significativo.
Un elemento cruciale nella determinazione del prezzo finale del carburante in Italia è rappresentato dalle accise, imposte indirette che vengono applicate sui prodotti energetici al momento dell’immissione in consumo.
A partire da giovedì 15 maggio, un decreto interministeriale mette in atto un provvedimento sulla revisione delle accise: all’atto pratico, si tratta di un aumento di 1,5 centesimi di euro al litro sul gasolio utilizzato come carburante e contestualmente una riduzione di 1,5 centesimi di euro delle accise sulla benzina. Si va quindi a ridurre il divario che, prima del provvedimento vedeva l’aliquota di accisa 72,84 centesimi di euro per litro per la benzina e a 61,74 centesimi di euro al litro per il diesel.
Questo significa che più della metà di quanto paghiamo alla pompa va direttamente nelle casse dello Stato sotto forma di tasse. L’Italia si posiziona così tra i paesi europei con il più alto carico fiscale sui carburanti, superando nazioni come Belgio, Francia e Germania.
Di fronte ai costi elevati del carburante, adottare strategie per consumare meno benzina diventa essenziale: modificare il proprio stile di guida e seguire alcuni accorgimenti può portare a risparmi significativi, fino al 25% in alcuni casi.
Una delle regole fondamentali per consumare meno carburante è mantenere una velocità costante e moderata: in alcuni casi, ridurre la velocità in autostrada da 130 a 110 km/h può comportare un risparmio di carburante fino al 15-20%.
Un altro aspetto importante riguarda l’uso del cambio: è consigliabile passare alla marcia superiore il prima possibile, idealmente intorno ai 2.000 giri al minuto. Questo permette di ridurre significativamente i consumi, poiché un motore che gira a regimi più bassi consuma meno carburante.
Anche la pressione degli pneumatici gioca un ruolo fondamentale: controllare e mantenere la pressione corretta può portare a risparmiare: pneumatici sgonfi aumentano la resistenza al rotolamento, causando un maggior consumo di carburante.
L’uso dell’aria condizionata è un altro fattore che incide significativamente sui consumi. Tenere l’aria condizionata al massimo può far aumentare il consumo di carburante fino al 10% a viaggio. È consigliabile utilizzarla con moderazione e, quando possibile, optare per la ventilazione naturale, specialmente a basse velocità.
Per chi guida in città, è utile ricordare di spegnere il motore durante le soste prolungate, come ai semafori o in coda. Questa semplice abitudine può portare a un notevole risparmio di carburante nel lungo periodo.
Anche l’eliminazione di pesi superflui dal bagagliaio e la rimozione di accessori esterni come portapacchi o portasci quando non utilizzati può contribuire a ridurre i consumi.
La scelta del carburante giusto per il proprio veicolo è altrettanto importante: oltre a compiere la scelta più adatta in base alle proprie abitudini tra diesel o benzina, è importante ricorda che i carburanti premium come la benzina 100 ottani possono migliorare le prestazioni del motore e ottimizzare i consumi, soprattutto nei motori ad alto rapporto di compressione. Allo stesso modo, i alcuni carburanti – come il diesel evo – non solo possono contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale ma possono anche contribuire a mantenere il motore più pulito ed efficiente.
Infine, per chi è interessato a fare rifornimento in modo corretto, è importante prestare attenzione nella scelta del carburante giusto e seguire attentamente le istruzioni sul display della stazione di servizio. Un errore nel tipo di carburante può causare danni significativi al motore, quindi è fondamentale verificare sempre che il combustibile selezionato sia quello corretto per il proprio veicolo.
Mentre il prezzo della benzina in Italia continua a rappresentare una voce significativa nel bilancio delle famiglie, adottare comportamenti di guida più efficienti e scegliere con attenzione dove e come fare rifornimento può portare a risparmi considerevoli nel lungo periodo. La consapevolezza del costo reale del carburante, comprensivo di tasse e accise, ci permette inoltre di fare scelte più informate quando si tratta di decidere quale tipologia di alimentazione preferire per il nostro prossimo acquisto automobilistico.