Da Orciano a Terricciola, per un weekend di pura natura

orciano

Immaginate di essere in un campo verde sterminato, dove il blu del cielo delinea in lontananza i dolci rilievi pisani e le nuvole si perdono dietro le colline. Siamo tra la Val di Tora e la Val di Fine, a pochi chilometri dal mare, per scoprire un delizioso borgo storico: Orciano, e subito dopo ci sposteremo a Terricciola, un altro piccolo gioiello del comune di Pisa.

Ma ora facciamo il pieno di benzina alla stazione Aquila più vicina e partiamo per il nostro weekend di pura natura e relax.

Orciano: tra meditazione e natura

La magia della lentezza. Potrebbe essere questa la frase perfetta per descrivere il paesaggio che circonda Orciano. Lunghi percorsi e vie bianche che si intrecciano a colline argillose ricoperte di tufo e alberi, in un immenso quadro paesaggista che con i suoi ritmi cadenza momenti di riflessione, meditazione e pausa.

In effetti, Orciano è una pausa dal rumore e dalla frenesia della città, che in ogni stagione regala, soprattutto ai motociclisti, un percorso di infinita bellezza e che porta fino al mare, quello della Strada del Vino.

Di origini probabilmente medievali, come attestano alcuni documenti del VIII secolo, Orciano è sorto forse come feudo di una famiglia longobarda, per poi passare al dominio fiorentino. In questo magnifico scenario, non puoi perdere una visita alla Chiesa di San Michele, che ospita la copia di una tela di Raffaello dedicata San Michele Arcangelo.

Da Orciano a Terricciola

Terricciola degli Etruschi

Tra filari di viti, si stende infine Terricciola, la terra del vino. La sua storia è molto antica e, come testimonia il complesso degli ipogei, risale al tempo degli etruschi. Non meno di Orciano, anche qui potrete godere del ritmo lento della natura che si alterna con la memoria storica del paese. 

Una storia poderosa, proprio per via della collocazione di Terricciola quasi al centro delle grandi città toscane (basta infatti poco più di un’ora di viaggio per arrivare a Pisa, Livorno, Volterra, Firenze o Lucca) e anche per via della conformazione morfologica dominante sulle valli circostanti che ha reso il borgo, durante i secoli, un’importante area strategico-militare.

Da non perdere, oltre la visita all’Ipogeo del Belvedere, la Chiesa di San Donato, a croce latina divisa in tre navate da robusti pilastri e le superfici realizzate secondo il gusto neoclassico di metà Ottocento, impreziosita dalla settecentesca Madonna con Bambino e santi attribuita a Anton Domenico Bamberini.