Emergenza smog: ci pensano le auto amiche della natura

Metropoli soffocate dalle polveri sottili, blocchi del traffico inevitabili, pericolo malattie respiratorie, il quadro che si presenta non è molto favorevole.

Nelle maggior parte delle città ci sono stati blocchi del traffico, targhe alterne, termometri ribassati per il riscaldamento, così come riduzioni della velocità delle auto e il divieto di utilizzo di legna e pellet. La pioggia ha rallentato l’emergenza, ma trascorsi pochi giorni l’aria è tornata a impestarsi.

A Torino il 10 gennaio (ultimo dato disponibile) le polveri sottili sono tornate a raggiungere e superare i limiti di legge: 48 mg/mc al Lingotto, 54 a Rebaudengo. A Milano a via Senato e via Pascal si è arrivati a 58 mg/mc il giorno 9, mentre il 10 a Roma via Cipro arrivava a un valore di 35 mg/mc. Valori preoccupanti anche a Napoli, Terni, Treviso e Pescara.

Cosa possiamo fare?

Sicuramente scegliere un auto a metano è già un buon inizio.

La totale assenza di zolfo, di composti, di piombo e di idrocarburi policiclici aromatici, rendono il metano uno dei carburanti più ecologici. Il livello di emissioni gassose prodotte da un motore alimentato a metano è addirittura inferiore a quello previsto dalle norme comunitarie vigenti in materia di inquinamento: circa il 10% in meno rispetto al Gpl, il 25% in meno rispetto a una pari alimentazione a benzina, 30% in meno rispetto alla diesel.

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Ma le alternative non si fermano al metano…

Il nuovo e-diesel impiega la tecnologia PtL (Power-to-Liquids) per trasformare acqua e CO2 in carburanti sintetici ad elevato grado di purezza, da utilizzare sia in forma pura che come additivi per i combustibili convenzionali. La PtL sfrutta celle elettrolitiche a ossidi solidi in grado di eseguire l’elettrolisi del vapore acqueo allo scopo di produrre ossigeno e gas di idrogeno puro. Questo processo, avviene a temperature superiori agli 800 gradi Celsius. L’idrogeno viene utilizzato per trasformare il biossido di carbonio in monossido di carbonio. Attraverso un ulteriore processo, il “Fischer-Tropsch”, che prevede ulteriore idrogeno avviene la sintesi di carburante. Il prodotto di reazione è noto come Blue Crude. Il Blue Crude può essere raffinato per produrre l’e-diesel o aggiunto come additivo al diesel tradizionale.

Per le macchine del futuro….

Banane, molluschi, cianobatteri, in molti si stanno rivolgendo a “questi bio-scarti” per produrre monomeri di plastiche, biogas, e-ethanol da utilizzare per l’industria delle macchine. E mentre alcuni sognano una macchina alimentata a birra, altri portano avanti il loro progetto con i cianobatteri: organismi monocellulari che misurano circa un millesimo di millimetri. Questi batteri hanno bisogno per il loro sostentamento solo di CO2, acqua ed energia solare e producono un flusso continuo di altri idrocarburi, come l’etanolo, parte fondamentale dei carburanti diesel. Sembra uno scenario troppo futuristico? Forse no.

Proviamo a ripensare al futuro, cominciando dalla cura dell’ambiente.