Come calcolare il costo del carburante?

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Capire come calcolare il costo del carburante può rendere i guidatori più consapevoli dei propri consumi, oltre a permettere di comprendere come funziona il mercato dei carburanti e quali sono i fattori che influenzano le prezzi alla pompa.
Innanzitutto, per calcolare il costo di ogni singolo carburante bisogna considerare diversi fattori, come la regione in cui si trova, le tasse applicate dal governo, i costi di estrazione e produzione, i costi di trasporto e di distribuzione delle materie prime, oltreché le condizioni geopolitiche globali.

Per capire come calcolare il prezzo finale del carburante bisogna sommare queste tre macro componenti:

  • costo industriale del petrolio (costo di petrolio greggio, raffinazione e logistica); e della componente biodiesel;
  • tasse e accise;
  • costi di distribuzione e di retail.

Vediamo nel dettaglio come ognuna di queste voci definisce il prezzo al litro del carburante.

Costo industriale del petrolio e del biodiesel

Tra i vari fattori che determinano il costo del carburante alla pompa vi sono il costo del petrolio greggio, del processo di raffinazione e, naturalmente, della logistica

Il greggio è la materia prima da cui si parte per la produzione di benzina, gasolio e GPL. Eccezione è fatta per i nuovi carburanti ecologici, come l’HVO, il quale deriva dalla lavorazione di altre materie prime ed è pensato per ridurre le emissioni di sostanze nocive.

Oltre che dal prezzo del greggio, il costo del carburante è influenzato da ulteriori variabili, tra cui il valore dei prodotti raffinati scambiati sul mercato internazionale. 

Questi sono indicati ogni giorno nelle quotazioni del Platts e dipendono dalle oscillazioni tra la domanda e l’offerta dei prodotti energetici in virtù dell’andamento economico e politico globale, oltre che delle condizioni meteorologiche, che dettano la stagionalità nei consumi. Ad esempio la scarsità di prodotti energetici durante la guerra Russia-Ucraina ha determinato un rialzo dell’indice Platts.

Altre variabili che possono influenzare il costo del carburante finale sono l’effetto cambio euro/dollaro e, nel caso del gasolio, la quota biodiesel. Quest’ultima, infatti, deve essere necessariamente inclusa nel calcolo del prezzo alla pompa, nel momento in cui il carburante venduto non è ricavato dal petrolio, ma  interamente da fonti vegetali, biomasse oppure oli di riciclo. 

Tasse e accise

Tasse e accise sono una voce importante nel calcolo del prezzo del carburante. Ma partiamo comprendendo che cos’è un’accisa.

L’accisa è un’imposta fissa che grava sulla quantità dei beni prodotti, al netto delle addizionali regionali. Nella storia d’Italia, il suo ammontare è variato almeno una quindicina di volte, allo scopo di fronteggiare finanziariamente diverse emergenze provocate da eventi naturali ma non solo.
Ecco, dunque, come fatti storici ed emergenze di quasi un secolo hanno influito sull’attuale costo del carburante:

  • € 0,000981 per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • € 0,00723 per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo il terremoto del Belize del 1968;
  • € 0,0511 per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • € 0,0387 per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • € 0,106 per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • € 0,0114 per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • € 0,02 per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • € 0,005 per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • € 0,0051 per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da € 0,0071 a € 0,0055 per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • € 0,04 per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • € 0,0089 per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • € 0,082 (0,113 sul diesel) per il decreto Salva Italia nel dicembre 2011;
  • € 0,02 per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.

Create per essere degli adeguamenti temporanei, in realtà, le accise imposte non sono mai più state abolite. Inoltre, dal 1999 un decreto legislativo permette alle varie regioni italiane di imporre un’accisa autonoma sulla benzina venduta sul proprio territorio. Attualmente, l’accisa sul carburante varia a seconda del tipo di carburante. Ad esempio, per benzina senza piombo e diesel, è di circa € 0,737 al litro, mentre per il gasolio autostradale è di circa € 0,404 al litro.

Un’altra componente che incide sul prezzo finale è l’Iva del 22% che colpisce il valore dei prodotti soggetti ad accisa e che grava su come viene calcolato il prezzo finale del carburante.

Costi di distribuzione e di retail

Infine, vanno considerati i costi di distribuzione del carburante e della rete degli impianti, cioè di tutta la parte retail. Parliamo, nello specifico, di margine lordo, cioè la differenza tra il prezzo di vendita, al netto delle tasse e del costo della materia prima. Una parte del prezzo al litro serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera di distribuzione dei carburanti, nonché oneri, tasse locali, tasse portuali e margine dei distributori. 

In Italia, il costo del carburante può differire sensibilmente a seconda della regione e del tipo di strada in cui ci troviamo. Per esempio, in autostrada spesso ha un costo leggermente più alto rispetto alle stazioni di servizio tradizionali dovuto anche ai costi di gestione più onerosi. E, in termini generali, il prezzo del carburante varia da un giorno all’altro, e da una stazione di servizio all’altra e anche in base al giorno di acquisto del carburante da parte del gestore.
Calcolare il costo del carburante significa, quindi, prendere in esame un equilibrio delicato tra domanda e offerta, che influisce direttamente sulla spesa per il rifornimento del nostro veicolo.
Comprendere questi aspetti può aiutarci, in parte, a pianificare meglio i viaggi e a gestire il nostro budget in modo più efficace. 

Per capire come calcolare il costo del carburante nel nostro paese, è possibile consultare il sito web del Ministero delle Risorse Economiche. Questa è la fonte principale e di riferimento in materia, con dati sempre aggiornati, che ci aiutano a preventivare quanto spenderemo orientativamente al prossimo rifornimento.

Naturalmente, anche la scelta del tipo di carburante influisce su quanto pagheremo in cassa. Se, ad esempio, vogliamo fare il pieno con un diesel a minore impatto ambientale e tecnologicamente avanzato, le considerazioni vanno ben oltre la sola componente del prezzo alla pompa.
Infatti, è sempre consigliabile guardare al proprio rifornimento con lungimiranza. Ad esempio, l’utilizzo regolare di un carburante ad elevate prestazioni, o ad esempio del nuovo carburante HVO, fa risparmiare, nel lungo periodo sui costi di manutenzione del motore, oltre a giovare al pianeta grazie alle ridotte emissioni di CO2.

Inoltre, specialmente nel caso di alcuni veicoli, come auto e moto a elevate prestazioni o d’epoca, la scelta di carburanti altamente performanti, e quindi più costosi, è inevitabile. 

A questo punto, la domanda sorge spontanea: cosa scegliere tra benzina, diesel o GPL? Basandoci solo sul prezzo, potremmo optare per il GPL dato che è, generalmente, più contenuto di quello di benzina e diesel.

Ma la decisione deve essere presa esaminando diversi fattori tra cui, ad esempio, il chilometraggio annuale percorso:

  • se è inferiore a 15.000 km/anno, la benzina potrebbe essere la scelta più conveniente;
  • se è compreso tra 15.000 e 20.000 km/anno, il GPL potrebbe essere l’opzione migliore;
  • se è oltre 20.000 km/anno, invece, il diesel potrebbe essere la scelta più economica.

Anche il tipo di veicolo che si possiede influenza la scelta del tipo di carburante più conveniente per le tue esigenze. 

Infatti, le auto a benzina sono generalmente più leggere e offrono prestazioni migliori rispetto a quelle a diesel, mentre i veicoli alimentati a diesel hanno una coppia motrice maggiore e sono più adatti per la guida in salita o con carichi pesanti. Le auto a GPL, invece, possono essere alimentate sia a benzina che a GPL, e offrono una maggiore flessibilità.

Parlando, invece, dei costi di manutenzione, mentre quelli richiesti dalle auto a benzina sono generalmente inferiori a quelli per le auto a diesel, dobbiamo riconoscere che per le auto a GPL possono essere più alti, a causa delle necessarie revisioni periodiche dell’impianto.

Per assicurare la soddisfazione di tutti i nostri clienti, presso le nostre stazioni di servizio è possibile trovare un’ampia scelta di carburanti. Sul posto, il nostro personale qualificato è sempre disponibile per fornirti consigli utili per fare la scelta migliore per il tuo mezzo.

Capire come calcolare il costo del carburante può rendere i guidatori più consapevoli dei propri consumi, oltre a permettere di comprendere come funziona il mercato dei carburanti e quali sono i fattori che influenzano le prezzi alla pompa.
Innanzitutto, per calcolare il costo di ogni singolo carburante bisogna considerare diversi fattori, come la regione in cui si trova, le tasse applicate dal governo, i costi di estrazione e produzione, i costi di trasporto e di distribuzione delle materie prime, oltreché le condizioni geopolitiche globali.

Per capire come calcolare il prezzo finale del carburante bisogna sommare queste tre macro componenti:

  • costo industriale del petrolio (costo di petrolio greggio, raffinazione e logistica); e della componente biodiesel;
  • tasse e accise;
  • costi di distribuzione e di retail.

Vediamo nel dettaglio come ognuna di queste voci definisce il prezzo al litro del carburante.

Costo industriale del petrolio e del biodiesel

Tra i vari fattori che determinano il costo del carburante alla pompa vi sono il costo del petrolio greggio, del processo di raffinazione e, naturalmente, della logistica

Il greggio è la materia prima da cui si parte per la produzione di benzina, gasolio e GPL. Eccezione è fatta per i nuovi carburanti ecologici, come l’HVO, il quale deriva dalla lavorazione di altre materie prime ed è pensato per ridurre le emissioni di sostanze nocive.

Oltre che dal prezzo del greggio, il costo del carburante è influenzato da ulteriori variabili, tra cui il valore dei prodotti raffinati scambiati sul mercato internazionale. 

Questi sono indicati ogni giorno nelle quotazioni del Platts e dipendono dalle oscillazioni tra la domanda e l’offerta dei prodotti energetici in virtù dell’andamento economico e politico globale, oltre che delle condizioni meteorologiche, che dettano la stagionalità nei consumi. Ad esempio la scarsità di prodotti energetici durante la guerra Russia-Ucraina ha determinato un rialzo dell’indice Platts.

Altre variabili che possono influenzare il costo del carburante finale sono l’effetto cambio euro/dollaro e, nel caso del gasolio, la quota biodiesel. Quest’ultima, infatti, deve essere necessariamente inclusa nel calcolo del prezzo alla pompa, nel momento in cui il carburante venduto non è ricavato dal petrolio, ma  interamente da fonti vegetali, biomasse oppure oli di riciclo. 

Tasse e accise

Tasse e accise sono una voce importante nel calcolo del prezzo del carburante. Ma partiamo comprendendo che cos’è un’accisa.

L’accisa è un’imposta fissa che grava sulla quantità dei beni prodotti, al netto delle addizionali regionali. Nella storia d’Italia, il suo ammontare è variato almeno una quindicina di volte, allo scopo di fronteggiare finanziariamente diverse emergenze provocate da eventi naturali ma non solo.
Ecco, dunque, come fatti storici ed emergenze di quasi un secolo hanno influito sull’attuale costo del carburante:

  • € 0,000981 per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • € 0,00723 per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • € 0,00516 per la ricostruzione dopo il terremoto del Belize del 1968;
  • € 0,0511 per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • € 0,0387 per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • € 0,106 per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • € 0,0114 per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • € 0,02 per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • € 0,005 per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • € 0,0051 per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da € 0,0071 a € 0,0055 per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • € 0,04 per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • € 0,0089 per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • € 0,082 (0,113 sul diesel) per il decreto Salva Italia nel dicembre 2011;
  • € 0,02 per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.

Create per essere degli adeguamenti temporanei, in realtà, le accise imposte non sono mai più state abolite. Inoltre, dal 1999 un decreto legislativo permette alle varie regioni italiane di imporre un’accisa autonoma sulla benzina venduta sul proprio territorio. Attualmente, l’accisa sul carburante varia a seconda del tipo di carburante. Ad esempio, per benzina senza piombo e diesel, è di circa € 0,737 al litro, mentre per il gasolio autostradale è di circa € 0,404 al litro.

Un’altra componente che incide sul prezzo finale è l’Iva del 22% che colpisce il valore dei prodotti soggetti ad accisa e che grava su come viene calcolato il prezzo finale del carburante.

Costi di distribuzione e di retail

Infine, vanno considerati i costi di distribuzione del carburante e della rete degli impianti, cioè di tutta la parte retail. Parliamo, nello specifico, di margine lordo, cioè la differenza tra il prezzo di vendita, al netto delle tasse e del costo della materia prima. Una parte del prezzo al litro serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera di distribuzione dei carburanti, nonché oneri, tasse locali, tasse portuali e margine dei distributori. 

In Italia, il costo del carburante può differire sensibilmente a seconda della regione e del tipo di strada in cui ci troviamo. Per esempio, in autostrada spesso ha un costo leggermente più alto rispetto alle stazioni di servizio tradizionali dovuto anche ai costi di gestione più onerosi. E, in termini generali, il prezzo del carburante varia da un giorno all’altro, e da una stazione di servizio all’altra e anche in base al giorno di acquisto del carburante da parte del gestore.
Calcolare il costo del carburante significa, quindi, prendere in esame un equilibrio delicato tra domanda e offerta, che influisce direttamente sulla spesa per il rifornimento del nostro veicolo.
Comprendere questi aspetti può aiutarci, in parte, a pianificare meglio i viaggi e a gestire il nostro budget in modo più efficace. 

Per capire come calcolare il costo del carburante nel nostro paese, è possibile consultare il sito web del Ministero delle Risorse Economiche. Questa è la fonte principale e di riferimento in materia, con dati sempre aggiornati, che ci aiutano a preventivare quanto spenderemo orientativamente al prossimo rifornimento.

Naturalmente, anche la scelta del tipo di carburante influisce su quanto pagheremo in cassa. Se, ad esempio, vogliamo fare il pieno con un diesel a minore impatto ambientale e tecnologicamente avanzato, le considerazioni vanno ben oltre la sola componente del prezzo alla pompa.
Infatti, è sempre consigliabile guardare al proprio rifornimento con lungimiranza. Ad esempio, l’utilizzo regolare di un carburante ad elevate prestazioni, o ad esempio del nuovo carburante HVO, fa risparmiare, nel lungo periodo sui costi di manutenzione del motore, oltre a giovare al pianeta grazie alle ridotte emissioni di CO2.

Inoltre, specialmente nel caso di alcuni veicoli, come auto e moto a elevate prestazioni o d’epoca, la scelta di carburanti altamente performanti, e quindi più costosi, è inevitabile. 

A questo punto, la domanda sorge spontanea: cosa scegliere tra benzina, diesel o GPL? Basandoci solo sul prezzo, potremmo optare per il GPL dato che è, generalmente, più contenuto di quello di benzina e diesel.

Ma la decisione deve essere presa esaminando diversi fattori tra cui, ad esempio, il chilometraggio annuale percorso:

  • se è inferiore a 15.000 km/anno, la benzina potrebbe essere la scelta più conveniente;
  • se è compreso tra 15.000 e 20.000 km/anno, il GPL potrebbe essere l’opzione migliore;
  • se è oltre 20.000 km/anno, invece, il diesel potrebbe essere la scelta più economica.

Anche il tipo di veicolo che si possiede influenza la scelta del tipo di carburante più conveniente per le tue esigenze. 

Infatti, le auto a benzina sono generalmente più leggere e offrono prestazioni migliori rispetto a quelle a diesel, mentre i veicoli alimentati a diesel hanno una coppia motrice maggiore e sono più adatti per la guida in salita o con carichi pesanti. Le auto a GPL, invece, possono essere alimentate sia a benzina che a GPL, e offrono una maggiore flessibilità.

Parlando, invece, dei costi di manutenzione, mentre quelli richiesti dalle auto a benzina sono generalmente inferiori a quelli per le auto a diesel, dobbiamo riconoscere che per le auto a GPL possono essere più alti, a causa delle necessarie revisioni periodiche dell’impianto.

Per assicurare la soddisfazione di tutti i nostri clienti, presso le nostre stazioni di servizio è possibile trovare un’ampia scelta di carburanti. Sul posto, il nostro personale qualificato è sempre disponibile per fornirti consigli utili per fare la scelta migliore per il tuo mezzo.

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